Panettoni, torrone e contro-panettone: in Valconca vincono Marziali, Buresta, Bartolini, Bigucci, Tasini

Quella a seguire è una scelta del tutto personale. E comunque incentrata sulla Valconca, perché è da qui che vogliamo partire ed è sempre qui che vogliamo tornare. Al Natale mancano dieci giorni esatti e non esiste occasione migliore delle festività per regalarsi un dolce tipico creato artigianalmente.

Pan Lodeccio Marziali (Saludecio)

Forno Buresta a San Giovanni in Marignano: ecco il Nero e la scatola dai mille colori

La nostra lista dei suggerimenti prende inizio dal Forno Buresta di San Giovanni in Marignano. Ne abbiamo già scritto ampiamente su Valconca24, ma in questa circostanza ci soffermiamo su altri due aspetti: il primo, incentrato sulla novità del 2025. Il panettone, rigorosamente made in Romagna, dall’impasto scuro al cioccolato, glassa di cioccolato e nocciole, servito assieme a un bel barattolino di crema spalmabile alla nocciola.

Insomma, “Il Nero”, potremmo chiamarlo così, che campeggia dalle pagine Facebook quale dolce-gioiello del Natale 2025. Altro elemento da incardinare sempre al Forno Buresta è la fantasia ispiratrice delle scatole in cui “alloggiare” i panettoni artigianali. Riconosciamo l’impegno, i colori e le forme geometriche: davvero azzeccati tutti insieme. È un qualcosa che esula dalla solita “custodia” e dà ragione a un’idea in grado di coniugare marketing e tradizione con un bel pizzico di originalità.

Il “Nero” Buresta – San Giovanni in Marignano

Il Panett’Olio di Bigucci

Sempre a San Giovanni in Marignano è possibile dedicarsi all’acquisto di un’altra squisitezza nata dall’unione del panettone all’EVO (l’Olio Extravergine d’Oliva) marchiato Bigucci: parliamo del Panett’Olio. “Dalla collaborazione con la rinomata pasticceria Staccoli di Cattolica – spiegano dall’oleificio – nasce il nostro esclusivo panettone artigianale. Preparato con lievitazione naturale lenta, come da tradizione, ma con un tocco unico: al posto del burro utilizziamo l’Olio Extra Vergine d’Oliva Goccia di frantoio. Con aggiunta di uvetta e mandorlato esternamente. Un dolce più digeribile, più leggero, perfetto per chi desidera qualità e genuinità anche durante le feste”.

Panett’Olio Bigucci – San Giovanni in M.

Bottega Bartolini a San Clemente: torrone morbido pistacchio-nocciole

Riprendendo la strada che sale verso la parte alta della valle, ci fermiamo anche a San Clemente, alla Bottega Bartolini – in attività dal 1955 – che non ha proprio nulla da invidiare alle più blasonate pasticcerie della costa. Anzi, il forno Bartolini – alla guida del quale c’è sempre l’instancabile Silvano coadiuvato, alla vendita diretta, dalla moglie – è una tappa obbligata per quanti, nel percorrere le vie attorno al borgo malatestiano, desiderano concedersi una piccola pausa in questa piccola, fornitissima attività. Gli spazi profumano di casa e in un mix di vino, dolci, pasta, biscotti pane d’ogni tipo, spicca – ecco il nostro umile suggerimento – il torrone morbido pistacchio-nocciole anch’esso prodotto artigianalmente (dateci il vostro giudizio una volta assaggiato!).

Torrone morbido Bartolini – San Clemente

Panificio Tasini, panettoni Vita Nova

Un’altra deviazione ci fa invece arrivare al panificio di Claudio Tasini a Montescudo-Montecolombo. L’Associazione Vita Nova di Riccione – costituita da persone che hanno o hanno avuto problematiche di peso/obesità – e quindi pazienti diretti alla chirurgia bariatrica dell’Ospedale Ceccarini – si è affidata alle sapienti mani del panificatore/fornaio/pasticcere montescudese per dare sostanza e golosità ai panettoni – il pistacchio va provato assolutamente – che la stessa associazione, un volta venduti, trasformerà in fondi destinati all’acquisto di poltrone speciali: la presidente Marina Renzini è già a buon punto della raccolta.

Il contro-panettone Marziali: il Pan Lodeccio

Chiudiamo, almeno per ora seppur anticipando ulteriore aggiunte in corsa, bussando alla porta del Piccolo Forno Marziali a Saludecio. Daniele, fornaio mirabolante, grande comunicatore e con due braccia robuste quanto il tronco della quercia, si è detto più volte contrario alla logica del panettone natalizio: da buon artigiano della farina e soprattutto da eccelso interprete dei sentimenti più forti e passionali, per il quarto anno consecutivo ha dato sostanza al suo inimitabile contro-panettone (meriterebbe una citazione nelle guide): il Pan Lodeccio. Una “roba strampalata” – la chiama lui così -, da puro godimento e non per tutti viste le quantità non infinite, che quasi quasi potremmo ribattezzare il tiramisu della Valconca!

Alla prossima.