di Milena Renzi –
Dal cuore polveroso dell’Egitto alle gallerie d’arte internazionali: l’incredibile viaggio di Kiroles, artista ventiquattrenne che con una matita riesce a strappare il fiato, e con un tratto a raccontare l’invisibile. Lo abbiamo intervistato.
In un tempo in cui l’arte sembra affannarsi dietro alle mode digitali e agli algoritmi, un giovane artista egiziano risponde con la semplicità disarmante di una matita. Si chiama Kiroles, ha poco più di vent’anni e vive al Cairo. Ma i suoi disegni hanno già attraversato continenti, cuori e frontiere.
Chi lo vede sorridere tra piume colorate e mercati brulicanti della città vecchia non immaginerebbe mai che dalle sue mani nascono creature mitologiche, corpi spezzati dalla luce, occhi che piangono silenzio, mani che si stringono come preghiere. Eppure, è proprio da lì – da quei vicoli, dalla polvere, dalla fatica e dalla bellezza della sua terra – che nascono le sue visioni.
Un talento che lascia senza fiato
Abbiamo scoperto Kiroles grazie a un passaparola misterioso, attraverso le parole ammirate di un gallerista. “C’è un ragazzo al Cairo che disegna come un dio. Cerca la verità con la grafite”, ci ha detto. Così lo abbiamo cercato, contattato, e intervistato.
Kiroles ci ha aperto il mondo della sua arte con delicatezza. “Non disegno per apparire, disegno per capire – ci ha detto –. Disegno quello che non riesco a dire. Le emozioni, le storie, i sogni, la memoria.”
I suoi disegni sembrano fotografie ma non lo sono. Sono molto di più. Sono tratti di luce, carne che vibra sulla carta, simboli antichi fusi con anatomie perfette, dolore e bellezza che si rincorrono come amanti segreti. In uno dei suoi lavori più intensi, una donna con la testa immersa nell’acqua appare come colta in un istante sospeso: è un naufragio? Una rinascita? Una resa? Lo spettatore non può fare altro che restare in silenzio e guardare.
In un altro, due mani – una chiara, una scura – si intrecciano con forza, raccontando senza bisogno di parole la fratellanza, l’uguaglianza, l’amore. E ancora: corpi maschili che si frantumano in aria, guerrieri con ali e tamburi, uomini bendati che sfidano l’oscurità. Ogni disegno è un colpo al petto.
Tecnica magistrale, cuore nudo
I lavori di Kiroles non sono solo esteticamente impeccabili: sono emotivamente devastanti. L’artista usa matite, carboncino, sfumini e carta da disegno, spesso mescolando tecniche classiche a un gusto ipercontemporaneo per il chiaroscuro estremo. Ogni capello, ogni piega della pelle, ogni goccia d’acqua è studiata con precisione maniacale. Ma il miracolo sta nel fatto che, al di là della perfezione tecnica, si percepisce l’anima.
Kiroles non copia la realtà: la interpreta, la distilla, la fa vibrare. Ed è proprio questo che lo rende un artista unico. C’è un rispetto profondo per il corpo umano, per la diversità, per il dolore e la libertà.
Un’anima delicata in un mondo feroce
Ci colpisce il contrasto tra la potenza delle sue opere e la delicatezza della sua persona. Incontrandolo, si ha la sensazione di avere davanti un giovane d’altri tempi, gentile, riservato, quasi timido. Eppure, dentro quel sorriso, brucia un fuoco antico.
Non ama la ribalta. Preferisce i silenzi. “Il mio obiettivo – ci dice – è far sentire alle persone che non sono sole. Se un mio disegno riesce a toccare qualcuno, anche solo uno, allora ha già senso.”
E lo toccano davvero, quei disegni. Alcuni sembrano urlare. Altri piangere. Tutti, però, sanno parlare a chi ha conosciuto la bellezza e la fatica, a chi ha amato, a chi ha perso, a chi ancora sogna.
Contatti e opere
Kiroles pubblica alcuni dei suoi lavori sulla pagina Instagram @kiroles_art. Le sue opere sono disponibili anche per esposizioni, stampe d’autore e progetti su commissione. Sta lavorando a una collezione ispirata ai corpi e alle anime in movimento, e ha già ricevuto richieste da diverse gallerie europee.
Noi, nel frattempo, continueremo a seguirlo. E a raccontarlo. Perché il mondo ha bisogno di artisti così: capaci di restare umani, pur disegnando l’infinito.







