Montescudo-Montecolombo: il “Tintorio” Fattoria del Piccione, magnifico rosso in purezza da uva Ancellotta

Il Tintorio Rubicone IGPIl Tintorio Rubicone IGP

di MARCO VALERIANI

Tintorio. Evoca un passato antico quanto il termine dialettale “tintura”, il Rubicone IGP della Fattoria del Piccione di Montescudo-Montecolombo ottenuto dal vitigno Ancellotta e vinificato in purezza. 

Uva Ancellotta: i primi riferimenti datano al 1400

È la miglior risposta a chi – storcendo un po’ il naso – non avrebbe mai immaginato un risultato tanto nuovo ed eclatante scommettendo sull’uva Ancellotta.

Uva considerata, da molti esperti o estimatori, come varietà da impiegarsi solo (comunemente) nel taglio; specie nel Lambrusco della zona emiliana (i primi riferimenti datano al 1400, quando le venne attribuito il nome a seguito della diffusione in capo alla famiglia modenese Lancillotti).

E ciò grazie alle sue caratteristiche di pregio, in grado di coniugare ed equilibrare i profumi e gli aromi di altre selezioni così da conferir loro armonia e struttura. 

Bene, gli scettici ora sono stati “smentiti”. Il Tintorio Bio 2019 Rubicone IGP Fattoria del Piccione brilla di luce propria e si prepara a conquistare un’importante fetta nel mercato enologico. 

Vitigno coltivato ad Agello di San Clemente

Da questo vitigno – coltivato oggi ad Agello di San Clemente – classificato quale appartenente alla famiglia dei Lambruschi, sebbene ritenuto di qualità superiore, Stefano Pasini, titolare dell’azienda ma prima ancora cantiniere-enologo di lunga esperienza, ha saputo far fiorire un vino portentoso. Un rosso magnifico, avvolgente, quasi impenetrabile, capace di stupire, entusiasmare per la sua eleganza al naso e al palato

I versi di Dante Alighieri dedicati al Tintorio

Andrea, 22 anni, figlio di Stefano e nipote di Vitaliano, fondatore della Fattoria nel 1989, spiega che per “capire ed essere in armonia con un prodotto scaturito tra mura del XVI° secolo è fondamentale lo stretto contatto con la matteria viva trattata. La nostra cantina, in parte cinquecentesca e in parte ottocentesca, è per noi fonte di grande ispirazione: la storia che ci culla a Fattoria del Piccione guida lo spirito creativo e segna in profondità i vini. E l’avventura del Tintorio – dice – arriva da lontano, da tutta una serie di assaggi, un passo dopo l’altro, senza fretta”.

Se dovessi raccontare il Tintorio scegliendo una sola frase – commenta Andrea – (quando pronunciate il nome, le prime due sillabe Tin-to fanno battere la lingua tra i denti, ricordando il tintinnio dei calici, ndr) farei senz’altro ricorso ai versi della Divina Commedia in omaggio all’Alighieri nella ricorrenza dei 700 anni dalla sua scomparsa: Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguire virtute e canoscenza (Canto XXVI – Inferno)”.

La scheda tecnica

Nel bicchiere il vino si veste di un color rosso violaceo scuro. Si distinguono note di frutta rossa, bacche di ginepro. Al palato si rivela con una buona tannicità e moderata acidità. Il finale è agrumato e ricorda le arance sanguinello.

Titolo alcolometrico: vol. 13,00%

Temperatura di servizio: 16-18 gradi

Abbinamento: formaggio, salumi, brasati

Vinificazione: fermentazione alcolica in vasche di cemento, macerazione di circa 30 giorni, fermentazione malolattica naturale sempre in vasche di cemento.

Affinamento: 50% della massa in tonneaux 4 mesi, la restante parte in cemento. Due-quattro mesi in bottiglia.

Raccolta dell’uva: manuale

Certificazione: vino biologico

Prezzo al pubblico: 13 euro la bottiglia (da 0,75 litri)

Nell’immagine sopra: Stefano Pasini, al centro; Andrea Pasini, a destra; Marina Sensoli (mamma di Andrea), a sinistra