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Gemmano, Giorgio Gaspari: il designer delle linee impazzite alla ricerca della nuova idea d’architettura

Giorgio GaspariGiorgio Gaspari lavora a Gemmano
  • di Milena Renzi –

Giorgio Gaspari, classe 1964, vive a Gemmano, in una casa dal sapore francese, arroccata sulla collina del Monte Gardo, e di lì si vede il mare da Cesenatico a Gabicce. Entrare nella sua casa è come farsi un giro sulle montagne russe: nulla di lineare, nulla di predefinito, nessuna linea. 

Il designer delle linee impazzite

In bella vista spicca il suo tecnigrafo, il tavolo da lavoro, e Giorgio su quel tavolo ci vive, ci mangia e ci dorme la notte, tra rotoli di lucido, china e centinaia di pennini.

Lo vedo disegnare come un Leonardo contemporaneo, che si chiude nella torre più alta per trovare un legame tra lui e lo spazio attorno. Giorgio utilizza arnesi antichi come china e tecnigrafo, disegna il futuro e lo spazio, lo stesso salto quantico che da Leonardo si arriva alla quarta generazione di “sapiens pulseè” (palpitante).

Sorrido, affascinata, rapita da tanto futurismo in una abitazione, poi mi viene in mente che il nostro caro Leonardo, mentre progettava i contrafforti del Duomo di Milano, non aveva la presunzione di vederli realizzati, e così anche il nostro designer consegnerà alle generazioni future la possibilità di viverle queste forme, di elaborarle, e ricordarle.

Sin da piccolo si appassiona al viaggio metafisico, e di lì il gioco è fatto, un piede nel passato con un occhio attento e rapido al futuro. Soprattutto al futuro.

Dal Liceo Artistico alla Sapienza di Roma

La formazione inizia con il Liceo Artistico a Rimini, e alla Sapienza di Roma facoltà di Architettura, ma è solo l’inizio del suo viaggio. L’apice della sua estrosità ingegneristica avviene con l’incontro e la frequentazione con l’architetto irachena Zaha Hadid (veniva definita l’architetto di carta, vincitrice del Premio Pritzker nel 2004 (prima donna a ottenerlo) e il Premio Stirling nel 2010 e nel 2011. È stata una delle capofila e massime esponenti della corrente decostruttivista) ovvero l’eliminazione del convenzionale, e la ricerca di materiali innovativi tecnicamente all’avanguardia nella costruzione di abitazioni ecosostenibili (carbonio, legno di stratificazione e non più lamellare classico). Possiamo dire candidamente che Giorgio Gaspari sia il prolungamento della Hadid.

“All’inseguimento del Sole”, la nuova idea dell’architetto

Questa struttura in movimento (rotante) nasce come un desiderio di poter cambiare scenari in diverse ore del giorno (colori, luce, ombre). I suoi interni sono una sorta di teatro itinerante, puoi restare comodamente seduto sul divano, ad osservare le variazioni dell’orizzonte, dei paesaggi, ed emozionarti nel balletto di colori dall’arancio al ciliegio, al blu al verde, il tutto data dai raggi del sole che inondano questa struttura e i suoi elementi legnosi.

All’inseguimento del Sole

È una struttura lamellare progettata a “costole di balena”, vestita di “pelle di carbonio”: il tutto è imperniato dalla tredicesima trave in torsione (grazie alla sua torsione, lega le altre dodici costole), dalla posizione concava; il “diabolico progettista” crea il connubio tra nautica ed edilizia passiva. Ne scaturisce una “balconata nautica” che accarezza e sfiora lo specchio d’acqua sottostante.

L’isolamento in PCM (materiale a cambiamento di fase ad accumulo latente) crea l’habitat perfetto, donando ad esso il giusto rapporto igrometrico. 

Le linee impazzite come rami al vento, formano i montanti della vetrata, che intrecciandosi fedelmente sorreggono i diciotto metri di vetro a camera. Nulla è a caso, il “sapiens pulseè” con le sue trenta tonnellate con una propulsione elettrica, si predispone all’inseguimento del sole, e nei suoi 180 gradi gli consegna il dorso (fotovoltaico) (pensato e progettato proprio per una resistenza termica solare, ed in contemporanea un assorbimento).

La Sinapsi della domotica in autosufficienza energetica 

L’impianto in domotica, a concetto sinapsi, unisce l’intelligenza primordiale con quella artificiale. Regola il flusso di corrente elettrica nell’intera abitazione, consegnando ad essa un’utenza in stretta simbiosi con le necessità del suo “padrone” (ad esempio l’accensione delle luci con sensori di prossimità, oppure il controllo sopraffino del risparmio energetico, ridistribuendo il consumo in base alle vere necessità) (zero consumi gas e luce). Il tutto è legato alla fornitura di una caldaia ad idrogeno che producendo energia elettrica (Zero immissioni, Zero combustione producendo per contro ossigeno!) riversa energia su degli accumulatori (batterie) e ne gestisce la stessa autonomia.

Il consumo? Utilizza solo un bicchier d’acqua!

Le case galleggianti di Ulisse

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Le case galleggianti di Ulisse

Progettate in legno stratificato lamellare, disposto come nella nautica, rivestite in pannelli legnosi e gore-tex saranno le nuove abitazioni del futuro. Pensate come soluzioni ai problemi ambientali più pressanti, ma anche per una vacanza lontano dal trambusto delle città. Le case galleggianti sono sempre più al centro dell’attenzione, la floating architecture è un campo dove si può sperimentare, e il progettista Giorgio lo sa bene!

“Prometeo orto sospeso”

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Prometeo, orto sospeso

Sul tecnigrafo, tra rotoli di lucidi e pennini intravedo questo progetto. E ne sono affascinata. 

Parlami di questa nuova e bizzarra costruzione!

“Come uno scudo romano, protegge l’orto sospeso, e le risorse dimenticate, acqua, luce, sole, vento. È una residenza verticale formata da sei appartamenti disposti su due livelli. La struttura è sempre il lamellare stratificato corredato d’immense vetrate, per far sì che la luce inondi l’abitazione e i giardini pensili. Lavanda rosmarino salvia e tutte le erbe aromatiche fungeranno da cornice e serbatoio di emozioni. Come torre saracena alla conquista del feudo, il corpo scala collegato con le tre “passerelle” ne unisce la struttura centrale. È ancora in fase embrionale, non posso dirti di più, per ora…”.