“Cerco la storia del saludecese Giovanni Sovrani morto nell’affondamento dell’Arandora Star il 2 luglio 1940”

La nave britannica Arandona Star affondata il 2 luglio 1940La nave britannica Arandona Star silurata dai tedeschi il 2 luglio 1940

“Cerco la storia del romagnolo Giovanni Sovrani morto nell’affondamento dell’Arandora Star il 2 luglio 1940”.

Riportare alla luce la vicenda personale del 58enne saludecese Giovanni Sovrani, scomparso il 2 luglio 1940 nell’affondamento della nave britannica. È questo il compito di Franca Solfrini, insegnante cesenate.

L’attacco tedesco

In rotta in pieno Atlantico Settentrionale, l’Arandora Star viene colpita, a tradimento, dal siluro lanciato da un sottomarino tedesco, l’U-47 comandato dall’ufficiale Günther Prien.

Nell’attacco – è scambiata per minaccia militare considerato il colore grigio – morirono 865 persone (1.500 gli imbarcati): ben 446 immigrati italiani destinati all’internamento in Canada.

Un dolore mai sopito

Da allora, il dolore non si è mai spento. Nella memoria della gente, specie di quanti subirono la potenza del dramma, il triste epilogo dell’Arandora Star è una ferita sempre aperta. Sulle tracce dei morti – annegati e dispersi – e sulle vicende dei romagnoli svaniti tra i flutti del mare irlandese, si concentra la ricerca della professoressa Franca Solfrini, docente d’inglese al Liceo Monti a Cesena.

È lei – scrive Elide Giordani sulle pagine de Il Resto del Carlino – ad aver vinto il progetto dell’Università di Bologna legato a questa specifica circostanza.

“Cerco materiali, fonti, ricordi: desidero ricostruire l’esistenza delle centinaia di persone innocenti che ebbero la sventura di trovarsi a bordo”. 

La ricerca a Saludecio

L’appello rimbalza, impetuoso, in Valconca. Tra chi fu spazzato via nel breve volgere di una preghiera, c’era il saludecese Giovanni Sovrani (Jean): nato nel piccolo borgo il 13 luglio 1882 e residente a Londra. Accanto a lui, in fondo all’oceano, altri “uomini indifesi, cancellati da vincitori e vinti accomunati dalla stessa voglia di voltare in fretta una pagina controversa nella quale la vergogna ha schiacciato la pietà”.

“I famigliari delle vittime dell’Arandora – spiega Franca – non hanno mai ricevuto scuse ufficiali e neppure ottenuto un risarcimento”.

A squarciare il velo dell’indifferenza è stato, recentemente, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, portatore del messaggio a condanna per tanti. “A ottant’anni dal tristissimo avvenimento – ha scandito Mattarella – desidero commemorare quelle vittime innocenti, esprimendo sentimenti di vicinanza e solidarietà ai loro discendenti”.

I discendenti

I discendenti, se ancora rintracciabili – a loro la professoressa rivolge l’invito a farsi avanti e raccontare – sapranno ricacciare indietro le lacrime, mettere da parte odio e rancore e rispondere senza tentennamenti alle domande sull’affondamento dell’Arandora Star?

La nota storica

Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e la successiva dichiarazione firmata da Benito Mussolini il 10 giugno 1940, gli italiani divennero stranieri nemici del Regno Unito. Da qui l’arresto e l’internamento per oltre 40mila connazionali residenti in Gran Bretagna. Fra questi, gli ebrei fuggiti dal Paese dopo la pubblicazione delle leggi razziali e numerosi antifascisti.

(Marco Valeriani)