Covid-19, la ripartenza vista dagli amministratori: Mirna Cecchini, Sindaca di San Clemente

Coronavirus: emergenza, ripartenza, effetti sul bilancio comunale, criticità, aspettative, eventi: l’intervista di LAB 2020 – LA RIPARTENZA (pagina Facebook) alla Sindaca di San Clemente Mirna Cecchini. 

Partiamo dall’attualità. Che bilancio fa dopo due settimane dalla fine totale del lockdown? Come è stata la ripartenza nella sua comunità? Ha notato disciplina e responsabilità nei suoi concittadini?

“La chiusura totale ha generato un grande desiderio di tornare a respirare normalità. È un aspetto comune a molte altre realtà, sia della Valconca sia del Riminese. Logico e comprensibile il timore di fondo per uno scenario, mi riferisco soprattutto a quello mondiale, che ancora non ha ritrovato il suo assetto ‘naturale’ e che forse non lo ritroverà più in conseguenza di un’epidemia che ha inevitabilmente ritarato la scala dei valori. Il senso di disciplina e responsabilità ha inciso profondamente sulla quotidianità delle persone mediandone i comportamenti attraverso una serie di norme restrittive; norme inizialmente difficili da recepire e assimilare. Con l’allentamento delle disposizioni più rigide, il nuovo clima ha portato con sé la necessità di richiamare, alcune volte, le fasce più giovani al rispetto delle regole ancora in vigore. Tuttavia in cuor mio sento e so che saranno proprio i giovani a trascinare noi affinché si possa davvero recuperare una normalità scevra da ansie e paure. Saranno loro a far da traino nelle comunità del futuro aiutandole nel ripristinare il senso del vivere pienamente”.

E ora un passo indietro. Torniamo a metà marzo, a quando l’emergenza sanitaria era conclamata e il territorio riminese caratterizzato da dati preoccupanti. L’ex Commissario regionale per l’emergenza Sergio Venturi ha dichiarato che ci sono stati giorni nei quali era difficile vedere la luce in fondo al tunnel. La Valconca è stata una delle zone della provincia tra le più colpite per numero di contagi, quella dove di fatto si è verificato il primo focolaio di una certa consistenza. Quale è stata in quel momento la preoccupazione maggiore?

“Prima di tutto si è rimasti lucidi e concentrati. Si è fatto appello al mantenimento dell’azione amministrativa senza esasperazioni e senza fughe in avanti ansiogene. E questo pur nella piena consapevolezza di quanto ci stava accadendo attorno. In secondo luogo si è intervenuti con l’emanazione di provvedimenti e ordinanze che avessero come obiettivo essenziale la garanzia della salute pubblica. In simili circostanze è fondamentale non perdere mai la visione complessiva del gioco, se vogliamo utilizzare un paragone calcistico, comunicando in maniera costante e con riferimenti di sostanza. San Clemente è balzata rapidamente all’attenzione dell’opinione pubblica e dei media quale focolaio di una certa rilevanza. E ciò si è tradotto nell’urgenza di far fronte alle aspettative d’informazioni – certe e sicure – provenienti in primis dai cittadini così da considerare passo a passo il loro peso e il loro riflesso sul tessuto economico e sociale. La mia preoccupazione è stata sempre orientata a leggere gli accadimenti in modo rigoroso attingendo dati e considerazioni esclusivamente dalle fonti ufficiali”.

Lei è un’amministratrice che si avvale molto dei social network per comunicare con la propria cittadinanza. Lo ha fatto spesso nella fase emergenziale. Dal suo osservatorio, premettendo che quello dell’universo online rappresenta pur sempre uno spaccato parziale della popolazione, ha avuto la percezione di ascolto da parte dei suoi concittadini? C’è stato riscontro nei comportamenti tenuti rispetto agli appelli fatti?

“Si sono messi in ascolto e i riscontri agli appelli – vedi il rispetto del distanziamento sociale, l’obbligo dei dispositivi di protezione individuale, l’igiene delle mani, il ricorso ai numeri telefonici pubblici, attivati durante l’emergenza, per segnalare i possibili casi d’infezione da Covid-19 – lo testimoniavano e lo testimoniano ancora. Il mio modo di comunicare, anche nei momenti più forti sotto il profilo emotivo – la Sindaca sbattuta in prima pagina – è stato essenzialmente improntato all’equilibrio: un linguaggio immediato, né troppo scarno né enfatizzato. La credibilità – unita alla reputazione personale – maturata nel ruolo di amministratrice locale si è rivelata molto utile ed efficace. Mi sento senz’altro soddisfatta”.

Ora è iniziata la cosiddetta ‘fase due’, quella della ripartenza. Sicuramente saremo di fronte ad uno scenario di forte sofferenza per quanto riguarda famiglie ed imprese, ma probabilmente anche per gli enti locali, ad iniziare dal tema delle risorse. Ci sono misure particolari che il suo Comune per far fronte a questa crisi ha deciso di introdurre e che avranno impatto sul bilancio comunale?

“Piccole manovre correttive di bilancio sono state già adottate, tra cui la rinegoziazione dei mutui mediante un’analisi oculata e responsabile. San Clemente può vantare un bilancio sano e proprio per questo motivo ci siamo permessi d’implementare alcuni capitoli di spesa correlati ai servizi sociali e più nello specifico dedicati al sostegno delle famiglie in difficoltà. E ciò è avvenuto facendo leva su consistenti misure a carattere emergenziale. Queste adozioni, legate alla fase socio-sanitaria critica, non possono però tramutarsi in misure strutturali reiterate nel tempo senza il concorso degli Enti sovracomunali. Negli anni, un risultato di cui andare orgogliosi, si è costituita e si è dato seguito ad una rete di collaborazioni e di cooperazione parecchio articolata: la rete ora è bene si‘esprima’ e accolga le istanze d’aiuto provenienti dalle istituzioni locali”.

In prospettiva, se vi sarà la necessità di dover prendere decisioni nette sul bilancio, quali sarebbero le priorità da salvaguardare e quali i tagli da fare?

“Qui non si ‘taglia’ nulla. Non possiamo parlare astrattamente di priorità quando è in gioco la difesa della comunità. Il mio ruolo è dare stabilità e mantenerla. Il mio compito è far sì che la comunità possa usufruire di tutti i servizi che il bilancio consente. Non si ‘tagliano’ i fondi destinati alla scuola e alla Pubblica istruzione: il diritto allo studio, alla socializzazione, alla formazione esperienziale rappresentano i capisaldi di una modernasocietà civile; porre dei limiti significherebbe azzoppare il futuro delle nuove generazioni. E non si ‘tagliano’ le risorse impegnate nel sociale, specie laddove gli squilibri ancora presenti devono essere riparati dalle amministrazioni territoriali. Non si ‘tagliano’ neppure i soldi per la cultura: strumento fondamentale alla crescita dell’identità collettiva, alla creazione della coscienza individuale, all’affermazione di principi basilari quali la libertà, la solidarietà, l’uguaglianza dei diritti e dei doveri. Dagli Enti di grado superiore devono poter confluire – come del resto è puntualmente avvenuto prima dello scoppio dell’epidemia da Coronavirus, per mezzo di appositi stanziamenti rivolti alla realizzazione di progettualità di particolare rilievo (vedi le scuole, la rete stradale, il recupero del patrimonio storico e ambientale) – nuove risorse indirizzate ai Comuni, ad iniziare da quelli che hanno patito enormemente il lockdown. Procedere soltanto con una politica di contrazione delle risposte a fronte dei bisogni e delle esigenze, legittimi, dei cittadini è assolutamente sbagliato e non corrisponde al mandato dei sindaci. Se fossi proprio obbligata ad una rinuncia, rinuncerei ad una piccola opera pubblica tipo il rifacimento di un marciapiede, ma niente di più”.

Tutti i Comuni, soprattutto nel periodo estivo, organizzano eventi popolari ed importanti per il territorio. Questo vale anche per San Clemente. Vi è la speranza di poter vedere organizzato qualche evento, magari nel periodo autunnale anziché estivo, oppure la programmazione verrà completamente annullata e se ne riparlerà nel 2021?

“Il tema del rinvio o dell’annullamento delle manifestazioni di grande richiamo – a San Clemente da 20 anni organizziamo l’appuntamento più importante dell’estate, Note di Vino – è un tema che andrà valutato in prospettiva e non solo nell’immediatezza. Cancellare in blocco tutte le iniziative – Note di Vino tornerà in gran spolvero nel 2021 – risulterebbe oltremodo penalizzante anche dal punto di vista della percezione sociale. Da qui l’idea e lo studio che ci ha portati a prevedere, siamo nella fase del dettaglio dei programmi, nei mesi di giugno, luglio e agosto alcuni eventi, riveduti e corretti secondo le possibilità normative concesse, che rispetteranno comunque, secondo formule rimodulate sia sulle frazioni sia sul Centro Storico, la nostra vocazione di territorio ricco d’eccellenze enogastronomiche. Le proposte e gli spazi non mancano e gli strumenti amministrativi a disposizione credo permetteranno, seppur con numeri diversi e contingentati, di raggiungere buoni risultati”.